Da qualche giorno è uscito dalla Closed Beta Hunt: Showdown, titolo sviluppato e pubblicato da Crytek, che entrò in fase di Closed Alpha circa un anno fa. Non ci siamo fatti scappare l’occasione per poterlo recensire, seppur con un pò di ritardo. Eccoci qui a parlare di questo terrificante ed avvincente titolo: un FPS che nulla si fa mancare, grazie anche al CRYENGINE 5 che lo fa apprezzare ancora di più.

Hunt: Showdown ci catapulterà in una Louisiana del 1895 invasa da terrificanti creature. Vestiremo i panni di un cacciatore di taglie, pronto a tutto per epurare queste terre, uccidere queste terrificanti creature e riscuotere l’ambiziosa taglia.

 

Gameplay & Meccaniche

Come già avrete intuito dall’introduzione, il gioco non presenta una vera e propria trama: il tutto è ambientato nella Louisiana del 1895, infestata da zombie e varie tipologie di mostri, ognuno più terrificante dell’altro.

Dal menù principale possiamo giocare alla modalità “Cacciatore di taglie”, una modalità che ci vedrà giocare contro un massimo di dodici giocatori, con la possibilità di scegliere se giocare in singolo o in squadre da due o tre giocatori.

La partita inizia ai bordi della mappa, e sarà il nostro primo obiettivo quello di trovare gli indizi per localizzare il mostro, la cui posizione ci sarà indicata dalla cosìddetta “visuale eterea” (con la quale si offusca la percezione del mondo circostante, rimanendo completamente vulnerabili) che evidenzierà la posizione di tali indizi (sono simili a dei fuochi bianchi e neri), che all’utilizzo restringeranno sempre di più l’area della mappa in cui verrà indicata la posizione del mostro; queste zone sono sorvegliate da zombie ed altre letali mostruosità, che saremo spesso costretti ad affrontare, più o meno rumorosamente.

Una volta ottenute i 3 indizi sparsi per la mappa, bisogna andare dal boss per ucciderlo, effettuare un rituale per recuperare la taglia e scappare verso un punto di estrazione per fuggire dalla mappa e quindi riscuoterla definitivamente. Tutto ciò può sembrare molto semplice, ma oltre a dover affrontare gli zombie e i vari mostri che spuntano dagli angoli più impensabili, mentre si aspetta il rituale che dura per un lungo periodo di tempo dovremo fare attenzione agli altri giocatori, che non vedono l’ora di freddarci per poterci rubare il bottino.

Prima di ogni partita, potremo scegliere uno dei nostri cacciatori, che verrà generato casualmente da una lista. Nel proprio “roster” (o inventario) potremmo reclutarne fino a cinque, ciascuno caratterizzato con un proprio livello di salute, equipaggiamento e abilità passive.

I cacciatori di livello superiore possono essere acquistati con i Dollari Hunt, una delle valute in game; ottenere questa valuta è molto semplice, poiché è possibile ottenerne sia uccidendo altri mostri minori o giocatori, sia completando vari incarichi.

Il nostro cacciatore, purtroppo, non è un personaggio permanente: è possibile potenziare le abilità mediante l’esperienza ottenuta dalle missioni, ma se verrà ucciso sarà perso per sempre. Fortunatamente esiste un potenziamento che invece è permanente: la Bloodline, una statistica dell’esperienza complessiva del giocatore, che viene “aumentata” grazie al progressivo livellare dei cacciatori che utilizzeremo. Man mano che aumenta, saranno disponibili nuove abilità, equipaggiamenti ed armi, acquistabili nel mercato in gioco.

In Hunt: Showdown passare da cacciatore a preda è facilissimo, e ogni azione deve essere ben ponderata per riuscire a raggiungere sani e salvi la zona di estrazione. Chi porta con sé la taglia del boss sarà mostrato a tutti attraverso la “visuale eterea”, ma ha un piccolo vantaggio: può vedere per pochi secondi, a comando, la posizione degli altri cacciatori, cosa relativamente utile, siccome la strada per arrivare al punto di estrazione è spesso distante e piena di pericoli, tra cui possibili agguati.

Le Bounty Hunt possono durare massimo un’ora. C’è una seconda modalità, Cacciatore di Taglie, che è una sorta di tutti contro tutti, in cui bisogna raggiungere quattro check-point per redimersi e purificarsi.

 

Comparto Tecnico e Audio

Il comparto tecnico di Hunt: Showdown è uno dei tanti punti di forza della Crytek, e Hunt Showdown si piazza tra i titoli online realizzati meglio in assoluto: Crytek riesce a rappresentare perfettamente le tenebrose pianure della Louisiana del 1895, con scenari davvero terrificanti e allo stesso modo fantastici, a partire dai dettagli dell’acqua fino ai “decadenti villaggi”.

Le partite possono svolgersi durante il giorno, la notte o nebbia, con tecniche di approccio che cambiano in base alle condizioni ambientali. Non solo l’ambientazione riesce ad aumentare la tensione in game, ma è anche importante saperla sfruttare per tendere agguati ai nostri nemici (come le piantagioni di canna da zucchero o le zone di foresta fitta). Il gioco, durante tutte le mie fasi di gioco, non ha presentato alcun calo di frame o instabilità varie, e qui va un grande riconoscimento a Crytek.

Grazie alla complessità della mappa, sono presenti parecchi rumori ambientali che possono essere generati passandoci semplicemente sopra o in mezzo: da vetri rotti sul pavimento, a campanelle appese alla porta, o persino il rumore del generatore di corrente dei lampioni del villaggio, o passando vicino a un cavallo in fin di vita. Tutto questo va evitato per non incappare in assalti nemici (sia di giocatori sia da parte dei mostri), e sfruttato per rintracciare i cacciatori meno esperti.

Un grande riconoscimento va anche allo strepitoso audio binaurale, grazie al quale si riesce a percepire chiaramente la direzione da cui provengono i nostri nemici, pur non potendo individuarne la posizione precisa a vista. Interessante anche il modo in cui è stata impostata la chat vocale: la voce potrà essere udita da entrambe le parti solo a distanza ravvicinata, rendendo il tutto più immersivo.

In Conclusione

Hunt: Showdown è un titolo che mi ha soddisfatto in moltissimi momenti salienti, soprattutto anche durante le nostre live su Twitch, ma che allo stesso tempo mi ha fatto provare una sensazione di frustrazione per tutte le volte che sono morto a causa di giocatori, e in particolare da parte dei mostri che cercheranno, appunto, di eliminarci… ma tutto sommato, dopo quei pochi secondi di nervosismo, si riparte più decisi di prima nel voler vincere.

Ancora adesso, lo reputo uno dei giochi a cui mi ci sono attaccato di più, sia per il sorprendente comparto grafico e audio, ma anche per le meccaniche di gioco: non troppo difficili, ma punitive anche al punto giusto.

Consigliamo l’acquisto del gioco se cercate una vera sfida e un giusto multigiocatore!

Hunt: Showdown

39,99€
8.5

GAMEPLAY

8.0/10

COMPARTO TECNICO

9.5/10

COMPARTO AUDIO

9.0/10

RAPPORTO QUALITÀ / PREZZO

7.5/10

Pros

  • Graficamente spettacolare
  • Gunplay eccellente
  • Ottimizzazione del gioco eccellente rispetto alle fasi di Alpha & Beta
  • Audio binaurale realistico

Cons

  • Sensazione di frustrantezza quando si viene uccisi, ma neanche troppo